UNITI IN CATTEDRALE PER LA PACE

“Se la guerra divide, noi invece rimaniamo uniti e preghiamo per la pace per intercessione di Maria di Corsignano, nostra protettrice”.
Così don Luigi Caravella, parroco della chiesa di San Giuseppe, ha spiegato il motivo per cui i parroci di Giovinazzo, chiudendo le rispettive chiese, hanno convogliato i fedeli nella Chiesa Madre.

Un coro unanime, presieduto dal Vescovo Mons. Domenico Cornacchia, ha elevato la preghiera in occasione della giornata per la pace, il digiuno e l’astinenza.
Guerra in Ucraina e guerra in Medio Oriente, sotto i riflettori del momento di preghiera vissuto ieri sera, senza tralasciare i numerosi altri conflitti nel mondo, di cui non viene data nemmeno notizia.

Quanto mai attuali le parole di San Giovanni XXIII, il pontefice dell’enciclica “Pacem in Terris” pubblicata l’11 aprile 1963, nel momento storico in cui il mondo si trovò sull’orlo di una guerra nucleare.
Erano i tempi della cosiddetta “crisi dei missili di Cuba”, durante la Guerra Fredda tra USA, presidente Kennedy, e Russia, presidente Nikita Chruščëv.

«Cerchino, tutte le nazioni, tutte le comunità politiche, il dialogo, il negoziato», ha ricordato il Vescovo con le parole di Papa Giovanni XXIII.

I canti sulla pace hanno amplificato una preghiera che è stata corale, della chiesa di Giovinazzo: fedeli delle parrocchie, confraternite, associazioni.

“Acquista e conserva la pace interiore e migliaia intorno a te troveranno la salvezza”.
Prendendo in prestito le parole di San Serafino di Sarov, il Vescovo ha invitato la comunità orante all’unica arma che i cristiani hanno in queste situazioni cruciali: la preghiera, il digiuno e l’astinenza.
Anche Papa Francesco, ha proseguito il Vescovo, ci ha ricordato che “la guerra è sempre una sconfitta per l’umanità” in termini di vite umane, di civiltà e di collaborazione tra i popoli.