TORNA LA RASSEGNA NAZIONALE “Giovinazzo Teatro”

Dopo la pausa forzata imposta dalla pandemia, rinasce la “RASSEGNA NAZIONALE Giovinazzo Teatro”, manifestazione curata dallo storico “Gruppo Teatro Moduloesse” e FITA PUGLIA.

Giunto quest’anno alla 21^ edizione, l’evento, tra i più attesi e qualificanti della ricca programmazione estiva del Comune di Giovinazzo, si svolgerà dal 24 AGOSTO al 3 SETTEMBRE con un programma ridotto, in questa fase di ripartenza, a 4 spettacoli al posto dei 6 tradizionali:

MERCOLEDÌ 24 AGOSTO: “VENERE IN PELLICCIA”, una trasposizione teatrale dell’omonimo romanzo pubblicato nel 1870 dall’austriaco Leopold von Sacher-Masoch, comp. Baroni Rampanti di Milano

SABATO 27 AGOSTO: “FILUMENA MARTURANO”, comp. Napolinscena di Taranto

MERCOLEDÌ 31 AGOSTO: “UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO”, comp. Garbo Teatrale di Taranto

SABATO 3 SETTEMBRE: “A RITMO DI UN CIAK”, Compagnia della Lira di Casamassima

In osservanza del criterio della massima varietà di generi possibile (criterio che, assieme a quello della qualità complessiva, ha sempre caratterizzato la selezione dei lavori e delle compagnie), il cartellone propone quattro rappresentazioni molto diverse l’una dall’altra:

Vicenda intrigante e surreale, che scandaglia le dinamiche profonde e paradossali che regolano la vita di coppia (“VENERE IN PELLICCIA”).
Il capolavoro del teatro eduardiano rappresentato in tutto il mondo (“FILUMENA MARTURANO”).
É la trasposizione teatrale di un famoso film drammatico-umoristico di Monicelli (“UN BORGHESE PICCOLO PICCOLO”).
Si tratta dell’originale riproposizione del ‘teatro totale’ rappresentato dal musical (“A RITMO DI UN CIAK”).

Gli spettacoli verranno ospitati, come di consueto, nell’accogliente spazio del giardino interno della Scuola primaria “San Giovanni Bosco” (ingresso da corso Dante Alighieri).

Porta alle ore 20.30. Sipario alle ore 21.00.
Info: tel. 389 941.9353

TRAMA di “VENERE IN PELLICCIA” (24 agosto)
L’aristocratico Severin è così perdutamente innamorato della giovane e bella Wanda, ricca e spregiudicata vedova, che firmando un vero e proprio contratto si impegna a diventare suo schiavo: di lui la donna potrà disporre in tutti i modi che a lei piaceranno. Una vicenda sconcertante e surreale, ma insieme intrigante, attraverso la quale l’autore scandaglia lucidamente, prima ancora di Freud, le dinamiche profonde e paradossali che regolano le relazioni di coppia.