IMBRATTATE LE MURA DI CINTA DEL PALAZZO VESCOVILE

Rabbia, dolore ed indignazione!
Non ci sono altri termini per esprimere lo stato d’animo dinanzi all’ennesimo sfregio perpetrato ai danni di palazzi storici, a Giovinazzo.

Questa mattina, passeggiando sulla passerella di legno, l’occhio è caduto sulle scritte di vernice blu apparse sulle mura di cinta del palazzo dell’archivio (palazzo Vescovile) e del bastione dell’Episcopio.
L’altro giorno, in un nostro articolo, lodavamo l’iniziativa della “Passeggiata letteraria” nel nostro centro storico, apprezzato da tutti i visitatori.
Oggi ci tocca fare cronaca su un gesto deprecabile, vile ed ignorante, che offende tutti quanti i giovinazzesi, oltre che la memoria di chi quelle mura le ha costruite regalandoci scorci di pregevole fattura artistica e culturale che danno lustro alla nostra città.

“Le solite ragazzate”, “Sono solo muri”…
Beh, siamo davvero stanchi di sentire ripetere queste idiozie!
Alla prevenzione sempre necessaria per impedire ogni danno ai beni storici, artistici e archeologici si devono affiancare pene più severe per chi compie simili gesti.
Cancellare simili brutture costa, tempo e denaro. Quello dei cittadini, perché si tratta di soldi pubblici.

E non si combatte il deturpamento dei beni solo con telecamere di videosorveglianza o con i controlli della Polizia locale.
Serve educare le giovani generazioni al bello, all’arte. Insegnare loro a preservare il patrimonio storico ed artistico della nostra come di tutte le città. E occorre farlo anzitutto in famiglia, poi nelle scuole.
Ma serve soprattutto far passare un messaggio chiaro: chi sporca e danneggia la città non è un furbo o un audace, è un poveretto, uno sfigato, uno che fa del male agli altri e a se stesso.

Credit photo: Vincenzo Bologna