CHIARA da MONTEFALCO: IL LIBRO DI MARINO PAGANO PRESENTATO A GIOVINAZZO
“Marino é attratto e si fa propagatore di bellezza. É il manifesto dello stupore dinanzi a tutto quello che ci deve meravigliare”.
Queste le parole usate da Mario Sicolo, docente e direttore del periodico “da Bitonto”, per presentare al pubblico presente ieri nella sala S.Felice, Marino Pagano, autore del libro “Chiara da Montefalco. Una monaca medievale con il cuore aperto al mondo”.
Dopo i saluti istituzionali dell’Assessore alla cultura Cristina Piscitelli e l’introduzione di Nicola De Matteo, presidente dell’Accademia delle culture e dei pensieri del Mediterraneo, Marino Pagano ha rivolto un doveroso e doloroso pensiero al conflitto che si sta combattendo in Ucraina, con le parole sulla guerra dello scrittore e traduttore francese Jean Giono.
Già, perché Marino ha fatto della sua passione una professione: all’amore per il viaggiare in un territorio da lui tanto caro e frequentato per ragioni famigliari, alla fascinazione su di lui esercitata dai borghi (e non solo quelli della Murgia o lucani, ma anche quelli dell’Umbria e della Toscana) si è aggiunta la sua formazione storica ed il suo interesse, in particolare, per il periodo del Medioevo.
Per lo scrittore bitontino, “bello è tutto ciò che residua dal passato come mera testimonianza”: da qui l’interesse per l’intervento antropico sulla natura, che ha creato quel paesaggio affascinante che è il borgo. Da Poggiorsini a Matera, dall’Irpinia all’ Umbria esplode in tutta la sua bellezza e ricchezza il Medioevo che, lungi dall’essere periodo buio, una sorta di buco nero caratterizzato da invasioni barbariche, violenza e regressione culturale, é stato invece un millennio florido e ricco di intensa spiritualità.
In questo contesto storico-geografico si staglia la figura di Chiara, suora agostiniana claustrale dalla religiosità afflittiva, intimistica, innamorata della passione di Cristo e devota alla Croce.
Ed è già questo un primo aspetto meritorio di attenzione: non solo un Medioevo legato a figure maschili, spesso chiuse nei loro monasteri e al mondo.
Chiara da Montefalco è simbolo di un monachesimo femminile che si apre al mondo, che ad esso presta molta attenzione. La santa, arricchita dei doni spirituali della scienza infusa e del discernimento, fu consigliera spirituale di persone anche influenti della Chiesa e della società del tempo.
“Il Santo – ha sottolineato lo scrittore – é chi riesce ad inverare la sua fede, la sua dottrina, i suoi riti, chi sa unire la dimensione del credere a quella del vivere”. E Chiara, appartiene a quelle donne in grado di esprimere una dialettica tra vita claustrale e vita sociale, tra spiritualità e “mondanità”.
Chiara, dunque, ha dato il suo apporto tutto femminile al Basso Medioevo e non solo in quanto Santa.
Il saggio di Pagano – ha sottolineato Sicolo – é la sua prima pubblicazione autonoma, dopo tante collaborazioni con riviste, quotidiani e case editrici.
Ma è stata una fatica letteraria che gli è valsa il Premio Italia Medievale 2021 nella sezione editoria, scalzando mostri sacri come lo storico medievalista, il prof. Alessandro Barbero.
Un motivo in più per appassionarsi alla lettura. Giusy Pisani

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