APPRODA IN PARLAMENTO LA VICENDA “NETWORK CONTACTS”

La mobilitazione di Sinistra Italiana a livello locale e del suo segretario nazionale, Nicola Fratoianni, ha fatto sì che la vicenda dei lavoratori della Network Contacts di Molfetta, azienda in cui lavorano 3.000 dipendenti tra cui moltissimi giovinazzesi, approdasse nelle aule parlamentari assumendo una rilevanza nazionale.

É toccato all’on.Elisabetta Piccolotti, Alleanza Verdi e Sinistra, nella seduta di ieri, martedí 16 maggio, informare i Deputati della scellerata decisione dell’azienda molfettese di spostare 500 lavoratori, per lo più donne (e madri di famiglia) e lavoratori che beneficiano della L.104 per sé o per i propri familiari, a 900km di distanza, per lavorare in Sicilia.
Di fatto, l’invio di queste lettere di mobilità, rappresenta un modo malcelato di costringere i lavoratori a dimissioni volontarie.
Lo è ancor di più se si pensa che il genere di lavoro, l’Assistenza ai clienti, può essere svolto in regime di smart-working utilizzando telefoni e computer e non necessita pertanto dello spostamento di sede dei lavoratori.

Già l’azienda, per sopperire alla crisi, lo scorso marzo aveva avviato un piano industriale che era un pericoloso campanello d’allarme in vista del licenziamento.
In più già nel 2019 ai dipendenti, che lavorano 20 ore a settimana per 700€, fu chiesto di rinunciare a diritti fondamentali e a parti di retribuzione, in deroga ai contratti collettivi di lavoro del settore, pur di aiutare l’azienda ad andare avanti. Manovra che fece risparmiare all’azienda oltre 14.000 mln di euro.

Occorre, pertanto, trovare una soluzione diversa da quella dei trasferimenti.
La politica della privatizzazione dei profitti e della socializzazione delle crisi non può essere l’arma vincente delle aziende!

Ieri il Sindaco Sollecito e quello di Terlizzi De Chirico hanno partecipato alla riunione con il direttore generale di Network Contacts, organizzata dal sindaco di Molfetta Tommaso Minervini insieme ai suoi consiglieri comunali per esprimere le preoccupazioni di tre comunità cittadine dinanzi ai provvedimenti dell’azienda.

Scrive Sollecito: “Seguiremo da vicino l’evolversi di questa vicenda nei luoghi istituzionalmente preposti (prefettura, Task Force regionale) confidando nelle buone intenzioni di tutti”.