LO SHOW DELLA RIMBAMBAND AL PIAZZALE AERONAUTICA MILITARE di Giusy Pisani

Peccato per chi non c’era ieri sera, né tra il pubblico pagante, né tra “i portoghesi”, come Raffaello Tullo ha chiamato i non paganti seduti sul muretto.
Perché quello che è andato in scena ieri sera, al piazzale Aeronautica militare, non può definirsi un semplice spettacolo comico e teatral-musicale, ma… arte vera e propria!

Musica, parodia, tip tap, rumorismo, mimo: c’erano davvero tutti gli ingredienti del varietà ne “Il sol ci ha dato alla testa”, il primo degli spettacoli prodotti dalla Rimbamband.

Sul palco cinque eccellenti musicisti che giocano con i loro strumenti musicali: un sassofonista sottratto alla banda del paese di Capurso (Nicolò Pantaleo), un pianista virtuoso, “rosso”, tanto osannato dal capobanda (Francesco Pagliarulo), un contrabbassista stralunato che non sa chi è e da dove viene (Vittorio Bruno), un batterista dall’accento barese, “capalonga”, con un amore folle per Tony Dallara (Renato Ciardo).
A coordinarli tutti un istrionico capobanda (Raffaello Tullo), regista dello spettacolo.

L’energia ed il ritmo dal palco vengono trasmessi alla platea che, numerosissima, interagisce con i cinque della band: si canta, si parla con loro a tu per tu quando il capobanda scende dal palco, e soprattutto si ride a crepapelle con le loro gag.
Si ascolta anche la musica di grandi maestri come Buscaglione, Carosone ed Arigliano, ma si passa anche per la musica classica di Mozart e di Vivaldi passando per la musica sacra di chiesa.

E poco importa se il capobanda dalla “capa pelata” scherza con il Sindaco perché la loro vita è “un calvario” o se, in maniera irriverente, chiede se si pesa dall’orafo giacché “é una lastra”. Tanto, poichè é all’inizio della sua carriera politica, avrà tempo per ingrassare!
Non viene risparmiata nemmeno la “First lady”, vittima di uno “scippo” della borsetta da parte dell’applauditissimo barese Renato Ciardo.

Poi il dovuto omaggio a Totò Cutugno, con il pubblico che canta a squarciagola “Italiano”.

E prima di lasciare il palco passando tra la gente, così come erano arrivati, la precisazione che la location é stata scelta da loro (era la “condicio sine qua non” dello spettacolo) e l’appunto fatto all’assessore alla cultura, Cristina Piscitelli, che a Giovinazzo serve un teatro, non fosse altro perché… loro hanno altri spettacoli da portare!

La standing ovation del pubblico, a fine spettacolo, è stata d’obbligo!

Fa ancora centro il Comitato Feste con il suo. direttore artistico Gianpaolo Sinesi e con la preziosa macchina organizzativa curata dall’Arci37.