ALTARINI DI SAN GIUSEPPE: RITORNA LA TRADIZIONE

L’ultima volta era stata il 19 marzo 2019. Poi è calato il buio, durato tre lunghi anni per l’emergenza pandemia, sulla tradizione giovinazzese di allestire, nei pianterreni o nelle abitazioni, gli altarini a devozione di San Giuseppe.

Ieri sera, finalmente, è tornato il brulichio di gente per strada, ed i crocchi dinanzi alle abitazioni conosciute ormai da tutti i giovinazzesi. Un ritorno smorzato però dalla delusione di aver constatato una sensibile riduzione di numero degli altarini visitabili. Vuoi perché in alcune famiglie non ci sono più i “cultori” di questa tradizione, vuoi perché la solennità del Santo verrà celebrata oggi, 20 marzo, ed alcune famiglie hanno posticipato a stasera il tradizionale allestimento.

Il nostro giro è partito da casa Martinucci-Perrino che, da quarant’anni ormai, allestisce l’altarino in una stanza ad hoc. Oltre alla statuetta (la più grande a Giovinazzo) di S. Giuseppe, quest’anno è stato posta anche quella di Gesù Bambino, per invocare il dono della pace nelle terre martoriate dalle guerre, in primis l’Ucraina.

La famiglia Padiglione, che ha donato a ciascun visitatore un sacchettino contenente il pane di San Giuseppe, i taralli i ed il cuoricino, ha dedicato le intenzioni di preghiera al Santo alla cessazione della guerra. Ai piedi della statua di cartapesta sono stati posti, in una suggestiva scenografia, una pistola aperta da cui germoglia un fiore, e poi il filo spinato ed una bomba a mano.

Novità dell’altarino della famiglia Nacci l’allestimento all’aperto, in un angolo dell’abitazione, anziché all’interno. La statuetta di San Giuseppe, particolare perché in cartapesta tranne mani, piedi e testa che sono in creta, é stata addobbata con gli immancabili rametti di pesco in fiore, che, insieme alle suggestioni create dal rosa degli altri fiori, richiamano l’imminente Pasqua.