IL FAI D’AUTUNNO ENTRA NELLA CHIESA SAN DOMENICO

Le giornate del FAI si confermano come un’occasione imperdibile per conoscere ex novo o approfondire la conoscenza di luoghi molto spesso trattati con superficialità, quando addirittura non aperti al pubblico.
Il weekend del 15 e 16 ottobre a Giovinazzo ha permesso di riconoscere le vicende legate alla definizione del disegno della facciata della chiesa di San Domenico a partire dai rilievi eseguiti dall’architetto giovinazzese Giuseppe Matropasqua nel 1828 e con le diverse ipotesi progettuali che si sono avvicendate nel tempo.

E così, dal concio di pietra della parete lato nord-est dei sotterranei, si apprende che i lavori della chiesa ebbero inizio nel 1704. Il convento domenicano fu completato nel 1745 e con la conclusione dei lavori murari si mise mano all’apparato decorativo.
I pittori locali Saverio e Giuseppe de Musso, padre e figlio, realizzarono tra il 1734 e 1748 la quadreria della chiesa con le pale degli altari presenti nelle cappelle laterali e le grandi tele ad olio nel transetto con episodi dell’antico Testamento.
Ciò che i visitatori hanno potuto ammirare all’interno della chiesa, insieme alla pala del ‘San Felice in cattedra’ di Lorenzo Lotto, realizzata nel 1542 e proveniente dall’omonima chiesa di Giovinazzo, significativa testimonianza della pittura veneta in Puglia.

La visita, della durata di mezz’ora, è proseguita negli ambienti sotterranei, articolati e imponenti, corrispondenti alle fondazioni della chiesa tra cui la cripta sottostante la zona presbiteriale, con il racconto dei recenti lavori di recupero e restauro da parte degli architetti impegnati nel cantiere.

Un ringraziamento doveroso va fatto a tutti i volontari del FAI – Gruppo di Giovinazzo che con competenza, professionalità e passione ci accompagnano alla scoperta della bellezza.