GIUSEPPE D’ATTOLICO NEL RICORDO DEI PROFF. E DEI COMPAGNI DI SCUOLA

Nel giorno in cui ci si prepara a dare l’ultimo saluto a Giuseppe, anziché raccogliere le frasi di circostanza dette da questo o da quel politico, vogliamo dar voce a chi lo ha conosciuto per anni, per aver fatto un lungo percorso con lui: i professori e i compagni di classe del corso serale dell’Istituto Mons.Bello di Molfetta.

La Dirigente Maria Rosaria Pugliese ed i docenti della classe hanno descritto così lo studente Giuseppe:
“Te ne sei andato troppo presto, nel pieno della vita, nel pieno dei tuo impegno per la realizzazione dei tuoi sogni. L’allegria e l’ironia che ti contraddistinguevano continuano a risuonare qui, tra questi banchi. La tua voce e la tua risata sono qui, in questi corridoi.
Ti ricordiamo così: un ragazzo solare, dalla forte personalità, dalla spiccata generosità e con una sensibilità non comune.
Siamo sconvolti perché sei stato crudelmente strappato alla vita, proprio tu che parlavi sempre del tuo futuro e dei tuoi mille progetti. Rivolgiamo un abbraccio alla tua famiglia. Fai buon viaggio.
I tuoi docenti del corso serale IISS Mons. A. Bello Molfetta”

Anche a scuola, dunque, Giuseppe ha fatto conoscere ciò che lo caratterizzava: esuberanza, determinazione, generosità verso i suoi compagni.
E sono stati proprio loro, che hanno condiviso con lui lezioni, interrogazioni, difficoltà legate al loro essere lavoratori e studenti, a scrivere:

“Non avremmo mai immaginato di doverti salutare così, salutarti per sempre, avremmo voluto continuare a ridere e festeggiare con te e con tutta la tua voglia di vivere, con i tuoi mille progetti, le tue due mila parole e con il suono della tua risata.
Ti ricorderemo sempre così, pieno di progetti per il tuo futuro, sempre così testardo e sicuro di te ma allo stesso tempo sempre disposto ad aiutare un amico.
Ora ci ritroviamo qui, senza te, con un vuoto incolmabile e tantissima tristezza nel cuore, dove tu avevi il tuo posto.
Ancora increduli ti mandiamo un bacio fin lassù con la consapevolezza che Tu resterai sempre vivo in tutti noi.
Ci stringiamo ai tuoi cari.
Non ti dimenticheremo, i tuoi amici e compagni di classe del corso serale”

E poi c’è chi è stato suo compagno di banco, che dice di lui:

“Avevamo spesso ideee contrastanti che dovevi farci passare per buone con la tua bravura nelle parole, quelle parole che oggi non descrivono il vuoto che ci hai lasciato perché mancherà sentirti, ascoltare i tuoi pensieri, forse a volte sbagliati, ma che alla fine risultavano piacevoli e interessanti solo per il tuo modo di fare. Buon viaggio amico mio”

I compagni di classe sapevano di lui sogni e progetti per il futuro, ed avevano compreso nel corso degli anni che lui, Giuseppe, caparbiamente li avrebbe realizzati tutti se solo non fosse stato strappato alla vita ad appena 20 anni!